Ingredienti & etichettatura
Oli essenziali e allergeni: cosa cambia con il Regolamento (UE) 2023/1545

“È un olio essenziale, quindi è naturale e delicato.” È una delle convinzioni più diffuse nella cosmesi fai da te, e la normativa europea va nella direzione opposta. Con il Regolamento (UE) 2023/1545 si amplia l’obbligo di dichiarare in etichetta gli allergeni delle fragranze: ai 24 già previsti se ne aggiungono 56, e tra le novità ci sono molti oli essenziali.
Tengo separati tre piani: cosa prevede la norma, perché riguarda proprio gli oli essenziali e cosa cambia quando formuli in casa.
Cosa prevede il Regolamento
Il Regolamento (UE) 2023/1545 modifica l’Allegato III del Regolamento (CE) 1223/2009 sull’etichettatura degli allergeni delle fragranze. I punti essenziali sono quattro.
- Più allergeni: il Regolamento introduce 56 allergeni aggiuntivi, identificati dallo SCCS, rispetto ai 24 già soggetti a dichiarazione, e aggiorna diverse voci dell’Allegato III.
- Soglie invariate: un allergene va indicato se supera lo 0,001% nei prodotti senza risciacquo (creme, sieri, oli) e lo 0,01% nei prodotti da risciacquo (detergenti, shampoo).
- Voci raggruppate: sostanze simili sono riunite sotto un unico nome. Per esempio geranial e neral si indicano come “citral”.
- Tempi: il periodo transitorio per immettere sul mercato prodotti non conformi alle nuove disposizioni si è concluso il 31 luglio 2026. I prodotti immessi entro quella data possono continuare a essere messi a disposizione sul mercato fino al 31 luglio 2028.
Perché riguarda soprattutto gli oli essenziali
Un olio essenziale non è una sostanza sola: è una miscela di decine di componenti. Molti di questi, come linalool, limonene, geraniol, citral ed eugenol, erano già tra gli allergeni da dichiarare. Con la nuova norma, inoltre, diversi oli ed estratti naturali entrano nell’elenco come voci a sé: tra questi lavanda, rosa, chiodi di garofano, lemongrass, eucalipto, limone e arancio amaro.
Il risultato pratico è che un solo olio essenziale può far scattare la dichiarazione di più allergeni contemporaneamente.
Un esempio aiuta a capire le proporzioni. La Farmacopea Europea prevede per l’olio essenziale di lavanda (Lavandula angustifolia) un contenuto di linalool tra il 20% e il 45%. Se ne metti lo 0,5% in una crema, il linalool nel prodotto finito è tra lo 0,10% e lo 0,225%: da 100 a 225 volte la soglia di dichiarazione dello 0,001%.
Il ruolo dell’ossidazione
Il Regolamento considera anche le sostanze che diventano allergeni più forti dopo l’attivazione, per esempio per ossidazione. È il caso di linalool e limonene: invecchiando a contatto con l’aria formano idroperossidi con un potere sensibilizzante maggiore della sostanza di partenza.
Per chi formula in casa questo ha una conseguenza concreta: un olio essenziale vecchio o conservato male non è solo meno profumato, l’ossidazione può aumentarne il potenziale sensibilizzante. Su come riconoscere un ingrediente degradato vedi 5 segnali che un ingrediente cosmetico è da buttare.
Cosa cambia per chi formula in casa
Le regole di etichettatura valgono per i prodotti immessi sul mercato, non per quelli che prepari per uso personale. Ma la ragione per cui esistono, cioè il rischio di sensibilizzazione, vale anche nel tuo bagno.
- Chiedi la documentazione: un fornitore serio mette a disposizione, per ogni olio, la dichiarazione degli allergeni presenti. È il documento che ti dice quanto linalool o limonene stai davvero usando.
- Fai i conti: moltiplica la percentuale dell’olio nella formula per la percentuale dell’allergene nell’olio e dividi per 100. Per esempio: 0,5 × 40 ÷ 100 = 0,20% di allergene nel prodotto finito. Ricorda che le soglie di dichiarazione non sono limiti di sicurezza né concentrazioni sotto le quali una reazione allergica è impossibile.
- Meno è meglio: nei prodotti senza risciacquo, soprattutto per il viso, usa le concentrazioni più basse che danno il risultato che cerchi.
- Conserva bene: flaconi scuri, ben chiusi, lontano da luce e calore, e usati in tempi ragionevoli.
- Etichetta i tuoi preparati: annota quali oli hai usato. Se compare un arrossamento, sai da dove partire.
Un’ultima precisazione: vendere un cosmetico, oppure distribuirlo gratuitamente nel corso di un’attività commerciale, comporta l’applicazione del Regolamento cosmetici: persona responsabile, valutazione della sicurezza, documentazione informativa sul prodotto, buone pratiche di fabbricazione, notifica CPNP ed etichettatura conforme. Il semplice regalo privato non va automaticamente equiparato alla messa a disposizione sul mercato; resta comunque essenziale non distribuire preparazioni di sicurezza non verificata.
Tre cose distinte
Che un ingrediente sia naturale, che sia sicuro e che sia privo di allergeni sono tre affermazioni diverse. Gli oli essenziali sono ingredienti preziosi, ma sono anche tra le fonti più concentrate di allergeni in un cosmetico. La nuova norma non li vieta: chiede di dichiararli. In casa vale lo stesso principio: sapere cosa contengono, dosarli con criterio e conservarli bene.
Per approfondire la qualità e la durata delle materie prime vedi la guida “Materie prime cosmetiche”.
Fonti
- Regolamento (UE) 2023/1545 della Commissione, EUR-Lex: vai alla fonte
- Biorius, sintesi delle nuove regole e delle scadenze: vai alla fonte
- Basenotes, elenco di oli naturali che richiedono la dichiarazione: vai alla fonte
- Todorova et al., 2023, composizione dell’olio di lavanda e intervalli della Farmacopea Europea (linalool 20,0–45,0%): vai alla fonte
- Revisione sull’opinione SCCS 2012 sugli allergeni delle fragranze (idroperossidi di limonene e linalool): vai alla fonte